Il Messaggio della Santa Casa -> Dicembre 2009 
Il Messaggio della Santa Casa


I Cappuccini al servizio del Santuario di Loreto da 75 anni
 


Il 24 settembre 1934 Pio XI, con chirografo pontificio, affidava all’Ordine dei Cappuccini l’intera cura pastorale del santuario di Loreto, la quale comprendeva e comprende il ministero delle confessioni, la custodia della Santa Casa, la conduzione della sagrestia, l’animazione liturgica e la direzione della Congregazione Universale.

In precedenza le confessioni erano amministrate dai frati conventuali, mentre l’ufficiatura del coro, la custodia della Santa Casa e la sagrestia erano affidate ai canonici, con la collaborazione dei Cappuccini che dirigevano anche la Congregazione Universale.

La Delegazione Pontificia, insieme all’Ordine dei Cappuccini, il 3 ottobre, vigilia della festa di san Francesco d’Assisi, ha voluto celebrare il 75° anniversario del chirografo pontificio con due distinte cerimonie. Al mattino, nella Sala Consiliare, si è tenuta la commemorazione storica dell’evento. Sono intervenuti e hanno parlato l’arcivescovo Giovanni Tonucci, il vicario generale dell’Ordine p. Felice Cangelosi, il provinciale dei Cappuccini delle Marche p. Gianni Pioli, il rettore del santuario p. Marzio Calletti, ispiratore dell’iniziativa, e il sindaco di Loreto Moreno Pieroni. Erano presenti autorità politiche, civili e militari e un numeroso pubblico, tra cui i giovani novizi e studenti cappuccini del Centro Italia.

Dopo gli interventi delle autorità, p. Giuseppe Santarelli, in un’articolata relazione, ha illustrato la presenza attiva e benefica dei Cappuccini nel santuario di Loreto, iniziata già nella seconda metà del secolo XVI e protrattasi lungo i secoli fino ai giorni nostri. In origine, il loro servizio si limitava a umili prestazioni in Santa Casa e in sagrestia; poi, quando presero un convento a Loreto - il primo nel 1598 e il secondo nel 1639 (attuale Casa del Clero) - si estese alla direzione dell’ospedale dei pellegrini, alla mensa dei sacerdoti e alla distribuzione delle elemosine ai poveri. Nel secolo XIX i frati assunsero anche l’economato della basilica, proseguendo la collaborazione in sagrestia e nella Santa Casa. Nel 1883 accettarono, tramite convenzione tra il ministro generale dell’Ordine e il vescovo di Loreto, la direzione della Congregazione Universale della S. Casa. Con l’affidamento di tutti gli uffici ai Cappuccini, il santuario, tornato nel 1934 sotto la diretta proprietà della Santa Sede, riprese vigore in ogni sua espressione.

Nel pomeriggio, in basilica, si è svolta una solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dall’arcivescovo Tonucci, che ha letto un messaggio di Benedetto XVI ai Cappuccini - il quale esprime il suo «apprezzamento» per quanto essi hanno fatto in 75 anni e «l’auspicio di un impegno sempre nuovo» - e ha fatto un suo commento alle parole del Papa, geniale nella forma e sentito nel contenuto. Pubblichiamo l’uno e l’altro qui di seguito. Nel contesto della solenne eucaristia, sono stati ricordati i seguenti giubilei sacerdotali: il 70° di sacerdozio di p. Virgilio Gabrielli, il 65° di p. Luciano Saltamartini e il 60° di p. Augusto Silenzi, tutti penitenzieri del santuario. La Delegazione Pontificia ha voluto poi offrire una cena ai Cappuccini, ai religiosi e alle religiose della Prelatura e alle autorità di Loreto, durante la quale l’arcivescovo Tonucci ha donato all’Ordine una pergamena, vibrante di sentimenti di gratitudine e bene augurante per il futuro.

Commento del messaggio pontificio da parte dell’arcivescovo Giovanni Tonucci

Cari fratelli e sorelle, cari amici, in questa circostanza così importante per i nostri fratelli Cappuccini e per tutti noi, il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto farmi avere un suo messaggio, che sono ben felice di leggervi:

ECC.MO MONS GIOVANNI TONUCCI
IN OCCASIONE DEL SETTANTACINQUESIMO ANNIVERSARIO DELL’AFFIDAMENTO DELLA CURA PASTORALE DEL SANTUARIO DELLA SANTA CASA DI LORETO AI FRATI MINORI CAPPUCCINI, IL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI SI UNISCE SPIRITUALMENTE AL COMUNE RENDIMENTO DI GRAZIE AL SIGNORE, ESPRIMENDO AI BENEMERITI RELIGIOSI UN VIVO APPREZZAMENTO PER LA GENEROSA TESTIMONIANZA DI PIETÀ, ZELO ED ACCOGLIENZA DEI PELLEGRINI E DEI FEDELI, PARTICOLARMENTE NEL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE, ED AUSPICA CHE L’IMPORTANTE RICORRENZA SUSCITI UN IMPEGNO SEMPRE NUOVO PER L’EVANGELIZZAZIONE E LA PROMOZIONE DI UN’AUTENTICA DEVOZIONE MARIANA. CON TALI VOTI SUA SANTITÀ INVOCA LA CELESTE PROTEZIONE DELLA MADRE DI DIO E DI SAN FRANCESCO D’ASSISI ED INVIA CON AFFETTO AI FRATI CAPPUCCINI LA SUA PROPIZIATRICE SPECIALE BENEDIZIONE APOSTOLICA, ESTENDENDOLA DI CUORE A VOSTRA ECCELLENZA, ALL’INTERA COMUNITÀ ECCLESIALE LAURETANA, AI PELLEGRINI ED AI PRESENTI TUTTI AL SACRO RITO.

CARDINALE TARCISIO
BERTONE, SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITÀ

Dopo queste parole, così intense, complete e significative, non dovrebbe esserci bisogno di aggiungere altro. Cerchiamo solo di sottolineare insieme quello che il Papa ci ha detto e quello che insieme stiamo celebrando, trasformando la nostra riflessione in un canto di lode a Dio nostro Padre. Voi sapete che a me piace molto la parola Amen. Ma oggi cambiamo registro: la nostra lode a Dio si esprime con un’altra parola, anch’essa ebraica e anch’essa ben conosciuta, che significa proprio “lode al Signore”: Alleluia. Lo canteremo insieme, per dire grazie a Dio per i suoi tanti doni.
ALLELUIA

Partiamo dall’inizio: dal 1294 il cuore di questo luogo, che venne poi a chiamarsi Loreto, è formato da tre semplici pareti di pietra. Pareti che sono state testimoni del colloquio più importante che sia mai avvenuto, tra l’angelo e una fanciulla ebrea di Nazaret; e poi testimoni del miracolo più grande della storia: l’incarnazione del Figlio di Dio nel seno purissimo di Maria.
Per il dono di questa presenza tra noi, per il dono di queste pareti, di questa Casa, lodiamo il Signore! Nel corso dei secoli, questa Casa è stata testimone di tanti altri colloqui di fede e di amore, di gente come noi, che ha chiesto a Maria di far conoscere i nostri bisogni a Dio nostro Padre. Colloqui pieni di affetto e di ansia, di speranze e di angoscia, di sorrisi e di lacrime, lacrime talvolta di dolore, talvolta di gioia e di gratitudine. Colloqui che hanno dato la pace del cuore e la fede a tanti. Per il dono di questi dialoghi d’amore,
lodiamo il Signore!

75 anni or sono, il papa Pio XI volle affidare la conduzione di questa basilica ai Frati Minori Cappuccini, che già da sempre vivevano e lavoravano all’ombra del santuario. I fedeli che vengono a venerare la Casa di Maria, sono accolti da questi religiosi che, più di tanti altri e specialmente in questa regione, sono accompagnati dall’affetto della gente, per la loro semplicità, la loro disponibilità, la loro vicinanza. Per questa decisione del Papa, lodiamo il Signore! Nel messaggio che abbiamo ora ascoltato, papa Benedetto XVI scrive che, durante questi anni, questi benemeriti religiosi hanno dato una generosa testimonianza di pietà, di zelo e di accoglienza dei pellegrini. Noi sottolineiamo ora che questa bella testimonianza è data ancora oggi e lo sarà ancora in futuro, e tutti noi, loretani e pellegrini, ne siamo grati, perché ne godiamo i frutti e desideriamo continuare a goderne nei tempi futuri. Per questa generosa testimonianza,
lodiamo il Signore!

Nel suo messaggio, papa Benedetto ricorda particolarmente l’amministrazione del sacramento della riconciliazione. In questi 75 anni, quante volte la mano consacrata di un Cappuccino, ferma o tremante, si è alzata per tracciare un segno di croce e assicurarci, nel nome di Dio, che i nostri peccati erano perdonati. Quante volte la misericordia infinita di Dio ha usato questo strumento umano per toccare i cuori di tanti. Non saremo mai capaci di valutare il numero di coloro che qui hanno conosciuto la grandezza dell’amore misericordioso di Dio, perché non si sono sentiti giudicati ma perdonati. Quante migliaia? O quanti milioni? Come contare quello che ha dimensioni così grandi, e soprattutto come cercare di misurare la misericordia di Dio? Per questo dono di misericordia,
lodiamo il Signore!

Il Papa parla anche di un rinnovato impegno per l’evangelizzazione. Sappiamo bene quello che è accaduto ed accade nel santuario, nella condivisione quotidiana della Parola di Dio, resa vicina al cuore di tanti pellegrini. Ma vorrei qui ricordare anche le sortite missionarie dei nostri Cappuccini, che, partendo spiritualmente da Loreto, hanno portato il messaggio del Vangelo in regioni lontane. Le missioni cappuccine del Brasile, del Benin, dell’Etiopia, sono come figlie della Santa Casa, e il vincolo è confermato dalla presenza tra noi di missionari che, dopo aver lavorato altrove, sono tornati qui. Non li possiamo ricordare tutti, ma un nome almeno lo voglio pronunciare, per comprendere in esso l’ammirazione e la riconoscenza per i nostri missionari: quella gloria dell’Ordine Cappuccino e della Chiesa che è Sua Eccellenza monsignor Domenico Marinozzi. Per questi missionari e per la loro opera di evangelizzazione,
lodiamo il Signore!

In queste circostanze, il rischio è quello di diventare sentimentali e di tentare di ottenere facili effetti emotivi. Cerco di evitarlo, ma non posso non pensare, con una immagine che può sembrare maliziosa ma che ci è familiare e cara, alle barbe dei Cappuccini. Barbe che sono venute a Loreto quando ancora erano in formazione, diciamo dei tentativi ancora incerti ma pieni di buona volontà; barbe che sono diventate folte e nere; barbe che hanno poi mostrato i primi fili bianchi; e poi sono diventate brizzolate e poi grigie e, infine, gloriosamente bianche. E ogni piccolo cambio di colore, ogni filo bianco in più, ha significato tanto bene fatto. Ebbene, per le barbe nere o grigie o bianche dei Cappuccini,
lodiamo il Signore!

Col trascorrere degli anni, ognuno di noi sacerdoti conta il tempo che è passato da quando siamo entrati nella vita clericale o religiosa, e da quanto tempo siamo stati ordinati: ogni volta è l’occasione per essere grati al Signore per il dono del ministero sacerdotale. Ricordiamo allora alcuni anniversari importanti, per dire per essi grazie al Signore: per i 40 anni di sacerdozio di p. Pierino, per i 60 anni di sacerdozio di p. Augusto, per i 65 anni di sacerdozio di p. Luciano, per i 70 anni di sacerdozio di p. Virgilio e poi per tutti gli anni di sacerdozio dei nostri Cappuccini, e gli anni del nostro sacerdozio e del nostro lavoro ministeriale che possiamo sommare insieme,
lodiamo il Signore!

Concludo questa riflessione, che abbiamo fatto insieme, lodando il Signore che vuol bene alla sua Chiesa e ci riempie dei suoi doni. 75 anni sono trascorsi. Quanti ne trascorreranno ancora? Siamo ancora all’inizio dell’era cristiana, siamo ancora all’inizio dell’evangelizzazione. La grazia della Santa Casa, con la promozione di un’autentica e solida devozione mariana, deve ancora espandersi e conquistare il cuore di tanti, che non conoscono ancora l’amore del Signore che ha manifestato proprio tra queste tre pareti la sua grandezza infinita. Guardiamo al mondo, nel suo bisogno di Dio, nel suo urgente bisogno di conoscere l’amore misericordioso del Signore, nel suo urgente bisogno di conoscere l’attenzione materna di Maria verso ciascuno di noi suoi figli. Ebbene, questa visione del mondo ci chiede di continuare a offrire a tutti il dono di Loreto. E di questo dono, i Frati Cappuccini sono ministri privilegiati, e lo saranno ancora per tanti e tanti anni. Per questa loro continua presenza, per questo loro continuo servizio,
lodiamo il Signore!