
Il 24 settembre 1934 Pio XI, con chirografo pontificio, affidava all’Ordine
dei Cappuccini l’intera cura pastorale del santuario di
Loreto, la quale comprendeva e comprende il ministero delle confessioni,
la custodia della Santa Casa, la conduzione della sagrestia, l’animazione
liturgica e la direzione della Congregazione Universale.
In precedenza le confessioni erano amministrate dai frati conventuali,
mentre l’ufficiatura del coro, la custodia della Santa Casa e la sagrestia
erano affidate ai canonici, con la collaborazione dei Cappuccini
che dirigevano anche la Congregazione Universale.
La Delegazione Pontificia, insieme all’Ordine dei Cappuccini,
il 3 ottobre, vigilia della festa di san Francesco
d’Assisi, ha voluto celebrare il 75° anniversario del
chirografo pontificio con due distinte cerimonie. Al
mattino, nella Sala Consiliare, si è tenuta la commemorazione
storica dell’evento. Sono intervenuti
e hanno parlato l’arcivescovo Giovanni Tonucci, il vicario generale dell’Ordine p. Felice Cangelosi, il
provinciale dei Cappuccini delle Marche p. Gianni Pioli,
il rettore del santuario p. Marzio Calletti, ispiratore dell’iniziativa,
e il sindaco di Loreto Moreno Pieroni. Erano
presenti autorità politiche, civili e militari e un numeroso
pubblico, tra cui i giovani novizi e studenti cappuccini
del Centro Italia.
Dopo gli interventi delle autorità, p. Giuseppe Santarelli,
in un’articolata relazione, ha illustrato la presenza
attiva e benefica dei Cappuccini nel santuario di Loreto,
iniziata già nella seconda metà del secolo XVI e protrattasi
lungo i secoli fino ai giorni nostri. In origine, il loro
servizio si limitava a umili prestazioni in Santa Casa e
in sagrestia; poi, quando presero un convento a Loreto -
il primo nel 1598 e il secondo nel 1639 (attuale Casa del
Clero) - si estese alla direzione dell’ospedale dei pellegrini,
alla mensa dei sacerdoti e alla distribuzione delle
elemosine ai poveri. Nel secolo XIX i frati assunsero anche
l’economato della basilica, proseguendo la collaborazione
in sagrestia e nella
Santa Casa. Nel 1883
accettarono, tramite convenzione
tra il ministro
generale dell’Ordine e il
vescovo di Loreto, la direzione
della Congregazione
Universale della S.
Casa. Con l’affidamento
di tutti gli uffici ai Cappuccini,
il santuario, tornato
nel 1934 sotto la diretta proprietà della Santa Sede,
riprese vigore in ogni sua espressione.
Nel pomeriggio, in basilica, si è svolta una solenne
concelebrazione eucaristica, presieduta dall’arcivescovo
Tonucci, che ha letto un messaggio di Benedetto XVI ai
Cappuccini - il quale esprime il suo «apprezzamento»
per quanto essi hanno fatto in 75 anni e «l’auspicio di un
impegno sempre nuovo» - e ha fatto un suo commento
alle parole del Papa, geniale nella forma e sentito nel
contenuto. Pubblichiamo l’uno e l’altro qui di seguito.
Nel contesto della solenne eucaristia, sono stati ricordati
i seguenti giubilei sacerdotali: il 70° di sacerdozio di
p. Virgilio Gabrielli, il 65° di p. Luciano Saltamartini e il
60° di p. Augusto Silenzi, tutti penitenzieri del santuario.
La Delegazione Pontificia ha voluto poi offrire una cena
ai Cappuccini, ai religiosi e alle religiose della Prelatura e
alle autorità di Loreto, durante la quale l’arcivescovo Tonucci
ha donato all’Ordine una pergamena, vibrante di
sentimenti di gratitudine e bene augurante per il futuro.
Commento del messaggio pontificio da parte dell’arcivescovo Giovanni Tonucci
Cari fratelli e sorelle,
cari amici,
in questa circostanza
così importante per i nostri
fratelli Cappuccini e
per tutti noi, il Santo Padre
Benedetto XVI ha voluto
farmi avere un suo
messaggio, che sono ben
felice di leggervi:
ECC.MO MONS GIOVANNI TONUCCI
IN OCCASIONE DEL SETTANTACINQUESIMO
ANNIVERSARIO
DELL’AFFIDAMENTO
DELLA CURA PASTORALE
DEL SANTUARIO DELLA SANTA
CASA DI LORETO AI FRATI
MINORI CAPPUCCINI, IL
SOMMO PONTEFICE BENEDETTO
XVI SI UNISCE SPIRITUALMENTE
AL COMUNE
RENDIMENTO DI GRAZIE AL
SIGNORE, ESPRIMENDO AI
BENEMERITI RELIGIOSI UN
VIVO APPREZZAMENTO PER
LA GENEROSA TESTIMONIANZA
DI PIETÀ, ZELO ED
ACCOGLIENZA DEI PELLEGRINI
E DEI FEDELI, PARTICOLARMENTE
NEL SACRAMENTO
DELLA RICONCILIAZIONE,
ED AUSPICA CHE L’IMPORTANTE
RICORRENZA SUSCITI
UN IMPEGNO SEMPRE
NUOVO PER L’EVANGELIZZAZIONE
E LA PROMOZIONE DI
UN’AUTENTICA DEVOZIONE
MARIANA. CON TALI VOTI
SUA SANTITÀ INVOCA LA
CELESTE PROTEZIONE DELLA
MADRE DI DIO E DI SAN
FRANCESCO D’ASSISI ED INVIA
CON AFFETTO AI FRATI
CAPPUCCINI LA SUA PROPIZIATRICE
SPECIALE BENEDIZIONE
APOSTOLICA, ESTENDENDOLA
DI CUORE A VOSTRA
ECCELLENZA, ALL’INTERA
COMUNITÀ ECCLESIALE
LAURETANA, AI PELLEGRINI
ED AI PRESENTI TUTTI AL
SACRO RITO.
CARDINALE TARCISIO
BERTONE, SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITÀ
Dopo queste parole, così intense,
complete e significative, non dovrebbe
esserci bisogno di aggiungere altro.
Cerchiamo solo di sottolineare insieme
quello che il Papa ci ha detto e
quello che insieme stiamo celebrando,
trasformando la nostra riflessione in
un canto di lode a Dio nostro Padre.
Voi sapete che a me piace molto la
parola Amen. Ma oggi cambiamo registro:
la nostra lode a Dio si esprime
con un’altra parola, anch’essa ebraica
e anch’essa ben conosciuta, che significa
proprio “lode al Signore”: Alleluia.
Lo canteremo insieme, per dire
grazie a Dio per i suoi tanti doni.
ALLELUIA
Partiamo dall’inizio: dal 1294 il
cuore di questo luogo, che venne poi
a chiamarsi Loreto, è formato da tre
semplici pareti di pietra. Pareti che
sono state testimoni del colloquio più
importante che sia mai avvenuto, tra
l’angelo e una fanciulla ebrea di Nazaret;
e poi testimoni del miracolo
più grande della storia: l’incarnazione
del Figlio di Dio nel seno purissimo
di Maria.
Per il dono di questa presenza tra
noi, per il dono di queste pareti, di
questa Casa, lodiamo il Signore!
Nel corso dei secoli, questa Casa è
stata testimone di tanti altri colloqui
di fede e di amore, di gente come noi,
che ha chiesto a Maria di far conoscere
i nostri bisogni a Dio nostro
Padre. Colloqui pieni di affetto e di
ansia, di speranze e di angoscia, di
sorrisi e di lacrime, lacrime talvolta
di dolore, talvolta di gioia e di gratitudine.
Colloqui che hanno dato la
pace del cuore e la fede a tanti. Per il
dono di questi dialoghi d’amore,
lodiamo il Signore!
75 anni or sono, il papa Pio XI
volle affidare la conduzione di questa
basilica ai Frati Minori Cappuccini,
che già da sempre vivevano e lavoravano
all’ombra del santuario. I fedeli
che vengono a venerare la Casa di
Maria, sono accolti da questi religiosi
che, più di tanti altri e specialmente
in questa regione, sono accompagnati
dall’affetto della gente, per la loro
semplicità, la loro disponibilità, la loro
vicinanza. Per questa decisione del
Papa, lodiamo il Signore!
Nel messaggio che abbiamo ora
ascoltato, papa Benedetto XVI scrive
che, durante questi anni, questi benemeriti
religiosi hanno dato una generosa
testimonianza di pietà, di zelo e
di accoglienza dei pellegrini. Noi sottolineiamo
ora che questa bella testimonianza
è data ancora oggi e lo sarà
ancora in futuro, e tutti noi, loretani
e pellegrini, ne siamo grati, perché ne
godiamo i frutti e desideriamo continuare
a goderne nei tempi futuri. Per
questa generosa testimonianza,
lodiamo il Signore!
Nel suo messaggio, papa Benedetto
ricorda particolarmente
l’amministrazione del sacramento
della riconciliazione.
In questi 75 anni, quante
volte la mano consacrata di
un Cappuccino, ferma o tremante,
si è alzata per tracciare
un segno di croce e assicurarci,
nel nome di Dio, che i
nostri peccati erano perdonati.
Quante volte la misericordia
infinita di Dio ha usato
questo strumento umano per
toccare i cuori di tanti. Non saremo
mai capaci di valutare il numero di
coloro che qui hanno conosciuto la
grandezza dell’amore misericordioso
di Dio, perché non si sono sentiti
giudicati ma perdonati. Quante migliaia?
O quanti milioni? Come contare
quello che ha dimensioni così
grandi, e soprattutto come cercare di
misurare la misericordia di Dio? Per
questo dono di misericordia,
lodiamo il Signore!
Il Papa parla anche di un rinnovato
impegno per l’evangelizzazione.
Sappiamo bene quello che è accaduto
ed accade nel santuario, nella condivisione
quotidiana della Parola di
Dio, resa vicina al cuore di tanti pellegrini.
Ma vorrei qui ricordare
anche le sortite missionarie dei nostri
Cappuccini, che, partendo spiritualmente
da Loreto, hanno portato il
messaggio del Vangelo in regioni
lontane. Le missioni cappuccine del
Brasile, del Benin, dell’Etiopia, sono
come figlie della Santa Casa, e il vincolo
è confermato dalla presenza tra
noi di missionari che, dopo aver lavorato
altrove, sono tornati qui. Non li
possiamo ricordare tutti, ma un nome
almeno lo voglio pronunciare, per
comprendere in esso l’ammirazione e
la riconoscenza per i nostri missionari:
quella gloria dell’Ordine Cappuccino
e della Chiesa che è Sua Eccellenza
monsignor Domenico Marinozzi.
Per questi missionari e per la
loro opera di evangelizzazione,
lodiamo il Signore!
In queste circostanze, il rischio è
quello di diventare sentimentali e di
tentare di ottenere facili effetti emotivi.
Cerco di evitarlo, ma non posso
non pensare, con una immagine che
può sembrare maliziosa ma che ci è
familiare e cara, alle barbe dei Cappuccini.
Barbe che sono venute a Loreto
quando ancora erano in formazione,
diciamo dei tentativi ancora
incerti ma pieni di buona volontà;
barbe che sono diventate folte e nere;
barbe che hanno poi mostrato i primi
fili bianchi; e poi sono diventate brizzolate
e poi grigie e, infine, gloriosamente
bianche. E ogni piccolo cambio
di colore, ogni filo bianco in più, ha
significato tanto bene fatto. Ebbene,
per le barbe nere o grigie o bianche dei
Cappuccini,
lodiamo il Signore!
Col trascorrere degli anni, ognuno
di noi sacerdoti conta il tempo che è
passato da quando siamo entrati nella
vita clericale o religiosa, e da quanto
tempo siamo stati ordinati: ogni volta
è l’occasione per essere grati al Signore
per il dono del ministero sacerdotale.
Ricordiamo allora alcuni anniversari
importanti, per dire per essi
grazie al Signore: per i 40 anni di
sacerdozio di p. Pierino, per i 60 anni
di sacerdozio di p. Augusto, per i 65
anni di sacerdozio di p. Luciano, per i
70 anni di sacerdozio di p. Virgilio e
poi per tutti gli anni di sacerdozio dei
nostri Cappuccini, e gli anni del nostro
sacerdozio e del nostro lavoro ministeriale
che possiamo sommare insieme,
lodiamo il Signore!
Concludo questa riflessione, che
abbiamo fatto insieme, lodando il Signore
che vuol bene alla sua Chiesa e
ci riempie dei suoi doni. 75 anni sono
trascorsi. Quanti ne trascorreranno
ancora? Siamo ancora all’inizio dell’era
cristiana, siamo ancora all’inizio
dell’evangelizzazione. La grazia della
Santa Casa, con la promozione di
un’autentica e solida devozione mariana,
deve ancora espandersi e conquistare
il cuore di tanti, che non conoscono
ancora l’amore del Signore
che ha manifestato proprio tra queste
tre pareti la sua grandezza infinita.
Guardiamo al mondo, nel suo bisogno
di Dio, nel suo urgente bisogno di conoscere
l’amore misericordioso del
Signore, nel suo urgente bisogno di
conoscere l’attenzione materna di
Maria verso ciascuno di noi suoi figli.
Ebbene, questa visione del mondo ci
chiede di continuare a offrire a tutti il
dono di Loreto. E di questo dono, i
Frati Cappuccini sono ministri privilegiati,
e lo saranno ancora per tanti e
tanti anni. Per questa loro continua
presenza, per questo loro continuo
servizio,
lodiamo il Signore!