Il Messaggio della Santa Casa

EDITORIALE L’Angelus Domini: “La Preghiera Lauretana per eccellenza”

p. Giuseppe Santarelli

Dal 5 aprile scorso, tutti i giorni, eccetto la domenica, alle ore 12, la Radio Vaticana trasmette in diretta la recita dell’Angelus dalla Santa Casa di Loreto. Ci si potrebbe chiedere: perché questa scelta? Perché l’Angelusè la “preghiera lauretana per eccellenza”, come l’ha definita Giovanni Paolo II. Nella Lettera per il VII Centenario Lauretano, datata 15 agosto 1993, quel papa enuncia tre “momenti” dell’Incarnazione che poi illustra in tre successivi paragrafi della stessa. Scrive: “Il mistero dell’Incarnazione si compì attraverso alcuni momenti che racchiudono, a loro volta, i grandi messaggi che il Santuario lauretano è chiamato a tener vivi nella Chiesa. 
Essi sono: 
1. il saluto dell’angelo, cioè l’annunciazione, 
2. la risposta di Fede, il fiat di Maria e 
3. l’evento sublime del Verbo che si fa carne” (n. 3). 
Un modo pratico per “tener vivi” i tre momenti del mistero dell’Incarnazione è la recita dell’Angelus, come scrive ancora Giovanni Paolo II: “La pietà cristiana ha mirabilmente espresso questi tre momenti nella preghiera dell’Angelus, che possiamo considerare, per il suo contenuto, come la preghiera lauretana per eccellenza”. La recita dell’Angelus è una devozione antichissima nel Santuario di Loreto. I custodi della Santa Casa, da tempo immemorabile, la ripetono immancabilmente due volte al giorno: a mezzodì e alla sera. Anche i papi l’hanno recitato nelle loro visite al santuario lauretano. Giovanni XXIII, il 4 ottobre 1962, lo recitò dalla loggia del Palazzo Apostolico, premettendovi parole spontanee che rivelano la sua devozione verso la Santa Casa. Giovanni Paolo II lo recitò l’8 settembre 1979, sempre dalla loggia dello stesso Palazzo, dopo aver detto: “Questa preghiera acquista oggi, qui, un significato del tutto particolare, perché elevata nei pressi del Santuario dedicato in modo speciale a tali misteri della nostra salvezza”. Lo recitò di nuovo in Santa Casa, l’11 aprile 1985, in occasione del Convegno Ecclesiale Italiano, collegato per via microfonica con tutti i vescovi della Penisola e con i 2.500 delegati che si trovavano nella Piazza della Madonna.
Benedetto XVI, il 2 settembre 2007, dopo la Messa nella conca di Montorso (Loreto), in occasione dell’Agorà dei Giovani Italiani, ha recitato l’Angelus, dicendo: “Loreto dopo Nazaret è il luogo ideale per pregare meditando il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Perciò in questo momento il mio invito è di recarci tutti insieme, con la mente e con il cuore, nel Santuario della Santa Casa, tra quei muri che, secondo la tradizione, vengono da Nazaret, il luogo dove la Vergine disse sì a Dio e concepì nel proprio grembo il Verbo eterno incarnato”.
La preghiera dell’Angelus, tra i pii esercizi dei fedeli, è la più diffusa insieme con il rosario mariano. Paolo VI, nella Marialis cultus, enumera le peculiarità dell’Angelus: “la struttura semplice, il carattere biblico, l’origine storica che lo collega all’invocazione dell’incolumità nella pace, il ritmo quasi liturgico che santifica i momenti diversi della giornata, l’apertura verso il mistero pasquale, per cui, mentre commemoriamo l’Incarnazione del Figlio di Dio, chiediamo di essere condotti per la sua Passione e per la sua Croce, alla gloria della sua Risurrezione” (n. 41). 
Veramente una preghiera ispirata e salutare!