Il Messaggio della Santa Casa

Le amiche della sposa

S.E. Mons. G.Tonucci Arcivescovo emerito di Loreto

Ancora una volta,le donne di cui parliamo non sono personaggi di un episodio raccontato nel Vangelo, ma sono le interpreti principali di una parabola,che troviamo nel capitolo 25 di Matteo e che viene ricordata come la parabola delle vergini stolte e delle vergini prudenti. La scena che Gesù descrive,con la sua solita bravura, presenta una celebrazione comune e tradizionale, nella vita delle comunità ebraiche. Qualcosa quindi che tutti conoscevano e in cui tutti potevano riconoscersi, attraverso il ricordo di tanti fatti simili, accaduti anche a loro.
L’ambiente del racconto è quello di un matrimonio,nel suo ultimo atto,che si concludeva con l’introduzione della sposa nella casa dello sposo. La sposa,che era circondata dalle sue amiche, aspettava lo sposo che sarebbe arrivato dopo il tramonto,anche lui accompagnato dai suoi amici.I due gruppi si sarebbero poi uniti in un unico corteo, che, alla luce delle fiaccole e tra canti gioiosi, si sarebbe recato a casa,dove era preparato il convito di nozze: come dappertutto, anche lì,  alla fine, tutto si concludeva con una grande mangiata e tanta allegria.
Ecco quindi che Gesù ci parla di queste dieci ragazze, pronte per andare incontro allo sposo.
C’è un po’di ritardo. Nei nostri matrimoni, di solito si deve aspettare la sposa, che tarda ad arrivare.
Ma nellaparabola chi non è puntuale è lo sposo e le ragazze lo aspettano pazientemente. È ormai sera, e, al buio, a tutte viene sonno e allora si aggiustano più comodamente possibile e si mettono a sonnecchiare. Quando sarà ora, i canti del corteo dei giovani le richiameranno all’attenzione, e tutto si svolgerà nel migliore dei modi. Difatti, è così che accade: voci ancora lontane avvertono che lo sposo, con la sua chiassosa compagnia, sta arrivando. Bisogna prepararsi per l’incontro tra i due gruppi. Ed ecco il piccolo dramma, che forma il cuore stesso del racconto: nell’attesa, l’olio delle lampade si è consumato tutto e se ne deve aggiungere, per riattizzare lo stoppino. Ma mentre alcune tra le ragazze – le cinque prudenti – avevano pensato a portare un vasetto con dell’olio in più, le altre – le cinque stolte – si resero conto di non avere alcuna riserva e di non poter quindi accendere le loro lampade.
Le cinque che erano rimaste a secco propongono di prendere metà dell’olio dalle altre, ma la proposta viene respinta, perché non ha senso: il poco olio a disposizione non basterebbe anche per loro,e il risultato sarebbe solo quello di restarne senza tutte quante. Meglio andare a cercare olio altrove, magari provando a svegliare i venditori che a quest’ora stanno dormendo, ma forse, vista l’importanza del momento, saranno disposti ad alzarsi e ad aiutare le povere sprovvedute.
Così è fatto, ma nel frattempo lo sposo arriva, il corteo parte e, arrivati a casa, si dà inizio alla festa, per la quale tutto era già pronto. 
Le cinque ragazze che erano rimaste senza olio finalmente arrivano, ma le porte sono già chiuse e, al loro bussare disperato, la risposta è soltanto un freddo: “Non vi conosco”. Per loro quindi, che non sono state pronte quando era necessario, non ci sarà nessuna festa, e dovranno tornare mestamente a casa loro, per riflettere sulla necessità di essere più previdenti in una prossima occasione.
La parabola che Gesù racconta,come ogni altra parabola, è una storia verosimile, con uno svolgimento vivace, per attirare e mantenere l’attenzione degli ascoltatori. 
Alla  fine  c’è  la  lezione  che  il  Signore  vuol dare: “Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”. 
Ecco quindi che le dieci giovani donne sono presentate come esempio di due atteggiamenti opposti:da una parte l’attenzione al momento presente,con la preoccupazione di essere sempre pronti ad affrontarlo, e dall’altra la distrazione,conlamancanzadiprevidenza,che ci fa trovare sprovveduti proprio quando sarebbe stato necessario essere preparati. L’invito alle nozze diventa il simbolo di un invito più importante, per l’incontro  con  Dio,  che  ci  chiederà  ragione  della nostra vita e delle nostre azioni. Non è necessario pensare  solo  al  momento  finale  della  nostra  esistenza. Se vogliamo essere pronti per quell’evento, che deciderà la nostra condizione per l’eternità, dobbiamo essere sempre disposti ad affrontare ogni giorno i problemi, le domande e i rischi che la vita ci presenta,per dare ad essi sempre una risposta ispirata dal vangelo. Facciamo in modo che le vergini prudenti siano sempre il modello per il nostro comportamento.