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Il Pellegrinaggio a piedi da Macerata a Loreto.
10-11 giugno 2006
La notte più lunga dell’anno
Giuseppe Luppino
È domenica 11 giugno. Sono le ore 6 in punto. Mons. Rylko, emozionato e commosso, attende e guarda - con i suoi occhi lucenti, chiari e profondi - i pellegrini festosi che affrontano la discesa di Monte Reale. Dietro di lui, intenti parlare tra loro, mons. Danzi, Delegato Pontificio per il Santuario della Santa Casa, e mons. Menichelli, arcivescovo della diocesi di Ancona-Osimo; arriva anche mons. Piero Coccia, arcivescovo della diocesi di Pesaro. Si fa avanti il giornalista e scrittore Magdi Allam con la sua scorta: va incontro al Pellegrinaggio che avanza imponente. Ufficiali e sottufficiali della SARAM, come ogni anno, portano a spalla la statua della Virgo Lauretana in testa al corteo da Piazza dei Galli sino al Sagrato della Basilica. Si presenta così l’arrivo del 28° Pellegrinaggio a piedi da Macerata a Loreto, proposto da Comunione e Liberazione. Don Giancarlo, ideatore e guida della marcia, mentre saluta quelli che attendono i pellegrini in fondo alla discesa, ogni tanto si volta per godere dello spettacolo che si presenta agli occhi di tutti: un Monte Reale animato da decine di migliaia di persone che scendono alzando le mani al ritmo del canto Pieni di forza. I cappellini arancioni sulle loro teste colorano la scena, mentre un’enorme bandiera tricolore emerge sventolando. Altro tocco di colore lo danno le centinaia di cartelli che indicano città e paesi di provenienza dei pellegrini partiti la sera prima dallo Stadio Helvia Recina di Macerata, dopo la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Rylko.
Prima della Messa, testimonianze vive della prof. Elena Ugolini, preside del Liceo Malpighi di Bologna; di Barbara Bordi, vedova di Andrea Pianesi, il missionario laico del Cammino Neocatecumenale morto in Camerun il 26 aprile scorso, madre di 6 bambini; di Ferdinando Coppola, già portiere dell’Ascoli, oggi del Milan, fedelissimo della Madonna di Loreto: con la sua semplicità ricorda che “Se qualcuno di noi pensa di aver perso dei valori, questa notte sia la notte in cui ricominciare a sentire la voce di Dio. Questo incontro con Maria possa rappresentare, così come lo è stato per me, l’inizio di una vita nuova e riscoprire ciò che nella vita veramente vale. Vi auguro di sperimentare la stessa serenità che io ho riscoperto dopo essere stato accolto da Maria nella Sua Casa di Loreto”. Il maratoneta di Treja Ulderico Lambertucci, che sta raggiungendo a piedi la tomba di padre Matteo Ricci in Cina, parla in video-messaggio che lo riprende al confine fra il Kazakistan e la Cina, paese per il quale si prega durante la notte. L’attore Pedro Sarubbi (il Barabba di “The Passion”) legge l’inno alla Vergine del Canto XXXIII del Paradiso. La S. Messa è preceduta dal canto “Signore delle cime” per fare memoria di tutti i caduti nelle missioni di pace. Presenti anche un gruppo di alpini. Mons. Rylko, citando Papa Benedetto XVI, durante l’omelia ricorda come “all’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”. Parla di laicismo e di secolarizzazione, “della presunzione del mondo di oggi che dice di non aver bisogno di Dio. Ma il cuore dell’uomo ha sete del Dio vero, come testimoniano le centinaia di migliaia di giovani che erano l’anno passato a Colonia e sabato scorso a Roma”. Infine l’augurio perché “questo cammino notturno faccia crescere e rinsaldi in ciascuno il senso profondo dell’appartenenza a Dio e al suo popolo che è la Chiesa”.
Durante la notte, tra canti, preghiere, fiaccolata e fuochi d’artificio, portano la loro testimonianza don Oreste Benzi, Aldo Brandirali, i ragazzi della P.A.R.S. e molti altri che, insieme, fanno i 41mila 357 passi che li separano da Loreto: “tanti ne segna il mio contapassi alla fine”, ha detto uno dei pellegrini!
Molto colpisce l’intervento di Magdi Allam, che ricorda la comune venerazione di musulmani e cristiani per Maria, l’unica donna alla quale il Corano dedichi un intero capitolo. “Una venerazione che - ha detto - deve essere un’occasione unificante” e ha lanciato un appello perché “musulmani e cristiani facciano del culto di Maria un momento unificante della spiritualità del Pellegrinaggio di Loreto un momento di condivisione della fratellanza religiosa tra tutte le persone di buona volontà”.
Come Marilea, una madre partita da sola in auto da Castrovillari (prov. di Cosenza) per incontrare al Pellegrinaggio la propria figlia universitaria a Torino, così si può paradossalmente sperare, fatte le debite proporzioni, che grazie al Pellegrinaggio -come auspicato da Allam - avvenga sin dalla prossima edizione l’incontro tra musulmani e cristiani. “Maria, nella Sua Casa, accoglie e attende tutti”, conclude don Giancarlo sul sagrato. Arrivederci al 2 giugno 2007!
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