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La parola dell'Arcivescovo
Non domani o dopo domani: donaci Signore la pace oggi
+ mons. Gianni Danzi
Non domani o dopo domani: donaci Signore la pace oggi .
E’ il grido del Profeta che confidando nel Signore indica non solo l’esatta via della salvezza, ma il contenuto del cammino e quindi dell’abbandono che “solo può salvare e salva il mondo trasfigurandolo” (Giovanni Paolo II).
La richiesta di pace di Benedetto XVI ci rimanda altresì ad un interrogativo del salmista:
“Che cosa è l'uomo perché te ne ricordi / e il figlio dell'uomo perché te ne curi?” (Sal 8,5).
L’autore sacro si domanda e con lui anche noi: che cos’è quest’uomo che tu hai posseduto per amore sin dal seno materno? Quest’uomo che non solo tu hai voluto fare a tua immagine e somiglianza, ma che hai scelto come tua dimora.
Quest’uomo per cui, fattoti obbediente sino alla morte e alla morte di croce, nella tua morte e risurrezione lo hai salvato.
Signore noi crediamo a questo tuo amore infinito e per questo con il Profeta ti preghiamo: donaci Signore la pace oggi. Noi confidiamo in te e ci affidiamo a te.
Questa è la certezza della vera vita che tu hai affidato alla Madre la quale, come ci fa pregare Benedetto XVI ogni mattina nella Santa Casa, ci riempie di speranza e conforto:
“Santa Madre del Signore, aiutaci a dire “sì” alla volontà di Dio anche quando non la comprendiamo. Aiutaci a fidarci della Sua bontà anche nell’ora del buio… perché la fede ci doni l’amore e la speranza che ci indica la strada dall’oggi verso il domani”.
Solo così l’alba che già risplende diverrà pienezza del nuovo giorno.
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