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L’Eucaristia mistero di fede e di amore
p. Augusto Silenzi
“In mezzo a voi c’è uno che voi non conoscete”. Questo rimprovero che Giovanni Battista faceva alla gente di Betania, suona ben più grave per i tanti cristiani di oggi che non conoscono o conoscono poco e male il Sacramento della Santa Eucaristia, che Gesù, nell’ultima Cena, ci ha donato come Memoriale del Sacrificio della Croce e quale fonte e apice della nostra vita cristiana. Eppure sono mille le voci che esaltano questo dono meraviglioso dell’amore salvifico del Signore. Sono voci che risuonano dal Vangelo, dalla primissima Tradizione apostolica, dal Magistero della Chiesa, dalla testimonianza dei Santi, dalle innumerevoli, splendide espressioni dell’arte sacra.
Da vario tempo la Chiesa, nelle sue numerose componenti, è seriamente impegnata nella nuova evangelizzazione. L’iniziativa più recente e direttamente finalizzata a riportare il Sacramento dell’Eucaristia al centro delle comunità cristiane, è lo speciale Anno dell’Eucaristia indetto da Giovanni Paolo II. “Questo Anno, ha precisato il Santo Padre, sarà soprattutto una corale testimonianza di fede eucaristica resa dall’intera comunità ecclesiale… Sarà la scintilla di un rinnovato slancio missionario, nella consapevolezza che fare l’Eucaristia vuol dire annunciare Cristo e renderlo contemporaneo ad ogni epoca”.
Durante questo anno, la sua Enciclica “Ecclesia de Eucaristia” sarà il documento base che ci aiuterà a rivalutare l’inestimabile ricchezza che il Signore ha fatto alla sua Chiesa con il dono dell’Eucaristia. Chi ha avuto la possibilità di leggerlo, avrà notato, ad esempio, il costante richiamo al Catechismo della Chiesa Cattolica, dove è raccolto l’insegnamento che essa ha ricevuto dal Signore con l’impegno di custodirlo inalterato e di trasmetterlo a suo nome ai fedeli di ogni tempo e di ogni luogo. Anche noi, in ossequio alla Enciclica papale, vogliamo riprendere in mano il Catechismo, che ci aiuterà ad approfondire la conoscenza di questo Mistero di fede e di amore.
Che cosa è la santa Eucaristia
Il Concilio Vaticano II al n° 47 della Costituzione liturgica ce la presenta in questi termini: “Il nostro Salvatore, la notte in cui veniva tradito, istituì il Sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue, col quale perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il Sacrificio della Croce, e per affidare così al sua diletta Sposa, la Chiesa, il Memoriale della sua Morte e Risurrezione: sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità, convito pasquale, nel quale si riceve Cristo, l’anima viene ricolmata di grazia e viene dato il pegno della gloria futura”.
Per cogliere la ricchezza di questo testo conciliare, rileggiamo quanto Gesù ha insegnato nella Sinagoga di Cafarnao: “Io sono il pane che dà la vita. Se uno mangia di questo pane, vivrà per sempre. Il pane che io darò è il mio corpo, dato perché il mondo abbia la vita”. Durante l’ultima Cena, Gesù ha mantenuto la promessa fatta a Cafarnao. Ecco il racconto trasmessoci dai Vangeli e dall’apostolo Paolo: “Gesù prese un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: questo è il mio Corpo dato per voi, fate questo in memoria di me. Allo stesso modo, prese il calice del vino dicendo; questo calice è la Nuova Alleanza nel mio Sangue che viene versato per voi” (Lc 22,7-20). Amici, queste parole di Gesù, per la potenza dello Spirito Santo, operano ciò che significano: “La sostanza del pane e del vino si converte nella sostanza del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo.
Cristo si fa veramente, realmente, sostanzialmente presente sotto le specie del pane e del vino con il suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità: il Cristo tutto intero”. Mistero di fede! acclamiamo al termine della consacrazione di ogni Santa Messa. Gesù non poteva darci dono più prezioso: ci ha dato tutto se stesso!
“Fate questo in memoria di me”
Nell’atto di donarci l’Eucaristia, Il Signore ha affidato alla Chiesa il mandato di celebrarla in suo nome, fino al suo ritorno glorioso. I discepoli e i loro successori hanno subito riconosciuto in questo dono di Gesù la fonte e il culmine di tutta la vita cristiana e che in esso è racchiuso il bene spirituale della Chiesa e l’insondabile ricchezza dell’amore salvifico di Dio. Ne fanno fede le tante espressioni con cui le varie comunità cristiane hanno chiamato l’Eucaristia. Ne ricordiamo le principali: Eucaristia, Cena del Signore, Frazione del Pane, Assemblea eucaristica, Memoriale della Passione e Risurrezione del Signore, Santa Messa, Banchetto pasquale. Alla luce del Catechismo, vogliamo approfondire il significato di alcune di queste espressioni, che ci aiutano a scoprire sempre di più la straordinaria ricchezza di questo Sacramento.
* L’EUCARISTIA È AZIONE DI GRAZIE E DI LODE A DIO PADRE: lo indica il nome stesso. Insegna il Catechismo che il Sacrificio Eucaristico offerto da Cristo, anche a nome della Chiesa, esprime in modo insuperabile la lode, la riconoscenza a Dio per tutto ciò che Egli ha operato mediante la creazione, la redenzione, la santificazione. In questo Sacrificio di offerta al Padre, Cristo unisce i fedeli alla sua persona, alla sua lode e alla sua intercessione. È Lui solo infatti che può offrire a Dio “un sacrificio gradito e di soave odore”, Egli che con l’Incarnazione è divenuto nostro Mediatore di salvezza.
* L’EUCARISTIA È MEMORIALE DEL SACRIFICIO DI CRISTO E DELLA CHIESA: quando, Amici, al teatro o alla TV, assistiamo alla rappresentazione di qualche grande evento del passato anche lontano, la bravura del regista e degli attori ce lo fa rivivere con profonda partecipazione emotiva, come se esso accadesse in quel momento preciso. Ma si tratta lo sappiamo di una pura finzione scenica: in realtà il fatto resta lontano, circoscritto nel suo tempo e nel suo contesto storico. Con il Sacramento dell’Eucaristia, Amici, non è così, non avviene questo. La celebrazione dell’Eucaristia non è semplice rievocazione di un evento accaduto tanti secoli or sono. In virtù della potenza dello Spirito Santo, l’Eucaristia è il Memoriale, l’attualizzazione, il rendere-presente qui e ora il Mistero Pasquale di Cristo, lo stesso sacrificio della croce. È un Mistero dinnanzi al quale i nostri sensi e la nostra stessa intelligenza riconoscono tutti i loro limiti. Noi ci apriamo al Mistero con fede piena e incondizionata, perché riconosciamo che Cristo nostro Agnello Pasquale si offre al Padre per la nostra Redenzione. Effettivamente, l’Eucaristia, che il Santo Padre definisce il “Tesoro dei tesori”, è il frutto inestimabile del suo Amore.
Un’altra verità da tenere sempre in evidenza: il Sacrificio della Croce e il Sacrificio Eucaristico o della Messa sono un unico sacrificio. Si tratta infatti di una sola e identica vittima. È lo stesso Gesù che si offre oggi per il ministero del sacerdote, mentre ieri, sul Calvario, ha offerto se stesso sulla croce: diverso è solo il modo di offrirsi: qui, nella Messa, in modo incruento; là, sull’altare della croce, in modo cruento.
Ancora una verità che ci tocca da vicino: L’Eucaristia è anche il Sacrificio della Chiesa: il Sacrificio di Cristo-Capo, insegna il Catechismo, diventa pure il Sacrificio del suo Corpo, che è la Chiesa. “La vita dei fedeli, la loro fede, la loro sofferenza, la loro preghiera, il loro lavoro sono uniti a quelli di Cristo e alla sua offerta totale, e in questo modo acquistano un valore nuovo”. All’offerta del Signore Gesù ci uniamo non solo noi ancora pellegrini sulla terra, ma anche quelli che sono giunti alla Casa del Padre: la Beata Vergine Maria, Madre e Modello esemplare della Chiesa, i Santi e le Sante, i fedeli defunti che sono morti in Cristo e non sono ancora totalmente purificati.
Se tanti cristiani conoscessero realmente la straordinaria ricchezza dell’Eucaristia, farebbero ogni sacrificio per non perderla mai, e vi parteciperebbero con tanta intensità di fede e di amore da stupire anche gli... Angeli! Cade a puntino la confessione di un ateo: “Se io potessi credere che nell’Eucaristia c’è davvero Dio, come voi dite, credo che cadrei in ginocchio e non mi alzerei più”.
* L’EUCARISTIA È PRESENZA REALE DI CRISTO. Ci ricorda il Catechismo che Gesù Cristo è presente tra noi in vari modi, ma lo è soprattutto e in modo unico sotto le specie eucaristiche. L’abbiamo già accennato: in virtù della sua Parola divina, nell’Eucaristia è “contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo con l’Anima e la Divinità: cioè il Cristo tutto intero”. Afferma Paolo VI che questa “Presenza è detta reale per antonomasia, perché è sostanziale. In forza di essa, Cristo Uomo-Dio tutto intero si fa presente”. “Non è l’uomo, osserva S. Giovanni Crisostomo, che fa diventare il pane e il vino Corpo e Sangue di Cristo, ma è Cristo stesso, che è stato crocifisso per noi. Il sacerdote, figura di Cristo, pronuncia quelle parole, ma la loro virtù e la grazia sono di Dio. È Cristo infatti che dice: Questo è il mio Corpo...”.
Afferma il Concilio di Trento che nella Chiesa di Dio, da sempre, “c’è stata la ferma convinzione che con la Consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo nostro Signore, e tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue”.
“È dottrina cattolica, insegna il Catechismo, che la presenza di Cristo nelle specie eucaristiche inizia al momento della Consacrazione e continua finché sussistono le specie eucaristiche. Cristo è presente tutto e integro in ciascuna specie e in ciascuna sua parte”.
In forza di questa verità, la Chiesa, da sempre e in ogni luogo, professa il suo culto di adorazione al Sacramento dell’Eucaristia, non solo durante la Messa, ma anche fuori della sua celebrazione, conservando con la massima diligenza le Ostie Consacrate. Ne fanno fede le solenni processioni, le ore di adorazione, le tante altre pratiche di pietà eucaristica sempre tanto amate dai fedeli cristiani d’ogni epoca.
Fermiamoci qui. L’Eucaristia non è solo Sacrificio di Lode e di gratitudine; non è solo Memoriale del Sacrifico della Croce; non è solo Sacramento della Presenza reale di Cristo. L’Eucaristia è anche banchetto conviviale, nel quale Cristo stesso si dona ai suoi fedeli come pane di vita e farmaco d’immortalità.
Sarà il tema delle prossime catechesi.
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