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Maria: la donna veramente e totalmente libera
p. Stefano Vita, FFB
La vita della Vergine Maria è stata una continua “Annunciazione”. Ella, ogni giorno, ha rinnovato l’ “eccomi” pronunciato a Nazareth. Anche nel momento più drammatico della sua missione di Madre del Salvatore, cioè la Croce, ella ha spalancato la porta della sua libertà pronunciando, con la stessa determinazione e fiducia che ebbe a Nazareth, il sì al progetto di Dio. Maria ha dimenticato se stessa per offrirsi totalmente e liberamente a Dio Padre come altare vivente. E così è diventata una cosa sola con l’altare della Croce di suo figlio Gesù: “Cristo immolava la sua carne, Maria la sua anima”. Tutta la vita di Maria è stata, dunque, un “sì” libero, coraggioso e fiducioso alla volontà di Dio. In questo “sì” possiamo scoprire il segreto della sua libertà e, quindi, della sua umanità pienamente realizzata.
La vita di Maria: un sì responsabile
Per lasciarci illuminare dal “sì” di Maria dobbiamo volgere l’attenzione su un aspetto essenziale della sua vita. Ella, ci riferisce s. Luca, conservava e meditava nel suo cuore tutte le cose che stavano avvenendo (cfr. Lc 2,19. 51). In Maria, dunque, l’atto dell’accoglienza della missione che Dio le affidava, nasce da una riflessione all’interno della sua coscienza: ella approfondisce, ricerca, domanda su ciò che sta avvenendo. E in tal modo ella prende sempre più consapevolezza della sua missione di Madre del Signore. È in questa riflessione all’interno della sua coscienza che sgorga il suo “eccomi” coraggioso, totalmente fiducioso e totalmente libero nella Parola di Dio.
Ma la profondità e l’altezza del suo “eccomi” raggiunge il suo apice nel momento in cui la sua meditazione non si limita a considerare se stessa nella sua individualità e singolarità, ma guarda con gli occhi della fede alla sua missione universale: “Tutte le generazioni mi chiameranno beata” (Lc 1,48). Il Magnificat non è in Maria un canto che si rinchiude orgogliosamente nella sua coscienza; Maria magnifica il Signore, perché attraverso gli avvenimenti, di cui lei è stata protagonista, tutte le generazioni saranno beate, tutti gli uomini potranno ringraziare Dio per le meraviglie che Egli saprà compiere nella loro vita. Maria è consapevole che ogni suo atto di libertà e ogni sua scelta non rimangono nel guscio della sua individualità, ma coinvolgono tutti gli uomini, l’umanità intera. Questa consapevolezza è il fondamento della libertà di Maria.
L’ “eccomi”: la strada verso la libertà
Contemplando il sì di Maria scopriamo che è l’incontro tra due libertà: l’espressione più alta e autentica della libertà umana, cioè la libertà di scegliere la Verità per cui è stata creata, e la manifestazione più stupefacente della libertà divina, vale a dire il desiderio profondo e ardente di Dio d’instaurare una relazione di amicizia con l’uomo. Maria con l’atto con cui liberamente accoglie di essere madre del “Figlio dell’altissimo” e la sua missione si sintonizza con l’assoluta e primordiale libertà che è Cristo. Gesù di Nazareth è, infatti, il frutto dell’assoluta libertà di Dio che, nella sua infinità bontà, ha deciso di creare l’uomo e di instaurare con lui una relazione d’amicizia; e nonostante i tanti e, a volte terribili, tradimenti e volta faccia, Egli continua a seguirlo, a cercarlo, ad attenderlo, ad amarlo e a perdonarlo per donargli l’Amore che salva. Il sì di Maria si innesta, quindi, in quel sì definitivo e fondante che è la salvezza di Cristo come ci ricorda s. Paolo: “Il Figlio di Dio, Gesù Cristo che abbiamo predicato tra voi non fu ‘sì’ e ‘no’, ma in lui c’è stato il ‘sì’ ” (2Cor 1,19). Da questo incontro nasce la libertà di Maria e la vera umanità: l’umanità realizzata!
L’ “eccomi” della fanciulla di Nazareth costituisce, infatti, la via attraverso la quale Dio si rivela amore infinito, continuo, gratuito e personale; ma anche la via attraverso la quale l’uomo si scopre creatura di Dio, voluta da Dio, amata da Dio e cercata da Dio. Le parole dell’angelo, “Rallegrati, o piena di grazia, il Signore è con te” (Lc 1,28), sono come un raggio di sole che ha attraversato l’anima di Maria e che, attraverso di lei, vuole raggiungere ogni uomo, affinché comprenda la sua altissima vocazione: diventare dimora prediletta di Dio. L’ “eccomi” diventa, allora, il momento in cui l’uomo ha l’opportunità di esclamare con S. Leone Magno: “Riconosci, o cristiano, la tua dignità!”.
La vera libertà: essere tempio di Dio
La libertà di Dio sospinge l’uomo a compiere un cammino di liberazione sulle strade dell’ “eccomi”. La persona umana, facendo risuonare il sì di Maria nella sua vita, scopre che “l’uomo supera infinitamente l’uomo” (B. Pascal), cioè che gli aneliti più profondi del suo cuore sono senza confini, che egli è fatto per vivere nella libertà di Dio che è l’Amore di Dio stesso. “Tu ci hai fatti per te è il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” scrive S. Agostino a tale proposito. Fa eco al vescovo d’Ippona il Vaticano II quando afferma che “solo nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo” (GS 22).
Quando la libertà umana accoglie la libertà divina, lasciandosi guidare da essa, il cuore diventa ciò che è ed è chiamato ad essere: Tempio della gloria di Dio, perché “noi siamo il tempio del Dio vivente” (2Cor 6,16). Quando la porta della libertà dell’uomo si apre a Dio iniziano a realizzarsi, allora, le meravigliose parole di S. Ireneo: “La gloria di Dio è l’uomo vivente e la gloria dell’uomo è la visione di Dio”. L’apertura, che il sì alla volontà divina crea, permette a Dio di trasfigurare il nostro essere in un atteggiamento di continua accoglienza della libertà di Dio, in una continua estasi, vale a dire in una continua uscita da sé verso Dio, verso la sua volontà, verso un’unione sempre più intima con Lui: verso la libertà. Ed ecco che il sì della Vergine di Nazareth si rivela vera risposta all’interrogativo del salmista, che è l’interrogativo dell’uomo di sempre: “Chi mi darà ali come di colomba per volare e trovare riposo?”(Sal 54). Ella ci insegna che queste ali sono la nostra libertà che accoglie alla libertà di Dio.
Amare come ama Gesù: la piena libertà.
L’uomo contemporaneo, guidato dalla cultura del soggettivismo, si rivela incapace di comprendere e vivere la vera libertà. Questo accade perché il concetto di libertà che il soggettivismo propone è il seguente: esiste solo il soggetto, l’individuo che rivendica l’assolutizzazione dell’io: cioè io basto a me stesso; non ho bisogno di Dio. Il suo essere diventa, pertanto, misura e criterio di ogni decisione. In tal modo si realizza quello che il Card. J. Ratzinger definisce “la divinizzazione della soggettività”: cioè, con le parole del poeta Trilussa, “dunque potemo fa’ quer che ce pare”.
Credo che l’equivoco che la cultura soggettivista ha creato sul concetto di libertà trovi una luce chiarificatrice nelle parole di S. Agostino: “ama e fa’ ciò che vuoi; sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che tu perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene”.
Ma qual è la radice dell’amore? È il sì di Maria”. Da quel sì, eco del sì del Figlio (“allora ho detto: ecco io vengo per fare, o Dio, la tua volontà”. [Eb 10,7]), nasce la vera libertà che trova la sua piena realizzazione nell’amare come ha amato Gesù.
Conclusioni
Maria è la donna veramente e totalmente libera. Ella è l’aurora dei “cieli nuovi e della terra nuova”: cioè l’Amore di Dio che irrompe nella nostra vita e ci salva. Affidiamoci a lei, amiamola ed imitiamola. Scopriremo allora le ali dell’aurora che porteranno il nostro cuore sulle vette della libertà dei figli di Dio.
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