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Giugno 2005

Senza l'Eucaristia non possiamo vivere

Benedetto XVI° e il Santuario della Santa Casa

Lo stemma di Benedetto XVI°

La Casa della Madonna... (Omelia del Cardinale Ratzinger del 1991)

Maria: la donna veramente libera.

L'Eucaristia mistero di fede e di amore

Rassegna Internazionale di Musica Sacra

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LO STEMMA DI BENDETTO XVI

Lo stemma di Benedetto XVI° Ogni stemma, come è noto, si compone di uno “scudo”, che reca alcuni simboli significativi ed è circondato da elementi che indicano la dignità, il titolo, il grado e la giurisdizione. Ciò vale anche per lo stemma pontificio di Benedetto XVI. Nella parte dello “scudo”, denominata “cappa”, si scorgono due simboli legati alla tradizione della Baviera che il Papa, quando divenne vescovo di Monaco e Frisinga, nel 1977, introdusse nel proprio stemma arcivescovile. Nel “cantone” destro si vede la testa di un moro, che è l’antico simbolo della diocesi di Frisinga, sorta nel secolo VIII. Il Papa vi vede l’universalità della fede cristiana estesa a ogni razza umana. Nel “cantone” sinistro si scorge un orso di color bruno, che fa riferimento al vescovo di Frisinga san Corbiniano (680 circa-730), il quale, in un viaggio verso Roma, fu assalito da un orso che gli sbranò il cavallo; egli riuscì non solo ad ammansirlo ma anche a caricarlo dei suoi bagagli facendosi accompagnare fino a Roma. L’orso qui diventa il simbolo del carico del servizio episcopale e pontificio. Nel “campo” principale dello “scudo”, su fondo rosso, sta una conchiglia aurea che, tra i suoi molteplici simbolismi, qui allude soprattutto all’insegna degli antichi pellegrini e vuol mettere in risalto, oltre al pellegrinaggio dell’uomo verso la patria celeste, anche l’apostolato di Giovanni Paolo II, fattosi pellegrino del mondo con i suoi numerosi viaggi apostolici, ciò che Benedetto XVI intende mantenere. Le due chiavi decussate o incrociate, una di colore argento e l’altra di colore oro, stanno a indicare il duplice potere del papa: spirituale e temporale. Esse si riferiscono al passo del vangelo di Matteo, in cui Cristo dice a Pietro: “A te darò le chiavi del Regno dei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Mt 16,19).
Il “copricapo” dello stemma è costituito da una mitria, che per la prima volta, nella storia dell’araldica pontificia, sostituisce il classico triregno, il quale con le tre corone sovrapposte stava a significare i tre poteri del sommo pontefice: di Ordine sacro, di Giurisdizione e di Magistero. Questi tre poteri ora sono significati nella mitria dalle tre fasce auree, collegate verticalmente al centro per indicare la loro unità nella stessa persona.
Un elemento totalmente nuovo nello stemma pontificio è dato dal pallio che lo orna in basso: esso vuole essere segno visibile della collegialità con i vescovi di tutta la Chiesa.